XI Convito dei Verbanisti
Il 30 maggio, a villa San Remigio di Verbania Pallanza si è
tenuto il Convito della Società dei Verbanisti, occasione biennale di relazioni
sui vari aspetti della cultura del lago Maggiore e di approfondimento di argomenti
trattati in Verbanus, di cui è stato presentato il ventesimo volume, nel quale
sono già pubblicati gli atti del convito stesso.
Con il titolo "Villa San Remigio centro di cultura europea"
il convito ha sviluppato un aspetto di quello precedente, "Musica sul Verbano",
tenutosi a Brissago nel 1997. Allora, dalla relazione del prof. Laureto Rodoni,
sull’incontro a Villa San Remigio nel 1916 tra il musicista Ferruccio Busoni
e il pittore Umberto Boccioni, era emersa la figura del marchese Silvio Della
Valle di Casanova, proprietario della villa. Da qui lo spunto di dedicare il
successivo convito allo studio della sua personalità e della sua formazione
culturale. Perciò in questa occasione il prof. Ettore Brissa, verbanista e docente
di italianistica presso l’Università di Heidelberg, ha trattato delle idee
estetiche elaborate dal nobiluomo ("Silvio Della Valle di Casanova: l’estasi,
il mito, la modernità"); Laureto Rodoni ha invece analizzato il carteggio (1915-1921)
del nobile con Busoni.
Di quest’ultimo il pianista Andrea Bonatta ha eseguito, sullo stesso pianoforte (uno splendido Bechstein gran coda) su cui suonarono Busoni e Silvio Della Valle di Casanova, tre elegie ("Nach der Wendung. Recuillement"; "Turandots Frauengemach. Intermezzo"; "Meine Seele bangt und hofft zu dir… Choralspiel") e la celeberrima "Sonatina Seconda", ritenuta la prima espressione di musica atonale. Il maestro Bonatta ha anche voluto premettere un’introduzione centrata sul rapporto di Busoni con Liszt, del quale a titolo d’esempio ha pure suonato alcuni brani.
Per far conoscere poi la recente donazione all’Archivio di
Stato di Verbania di documenti della famiglia Della Valle di Casanova da parte
dei discendenti del marchese, Silvia e Raffaele Bonacossa (che erano presenti
al convito), la dottoressa Valeria Mora, approfittando della piccola mostra
allestita per l’occasione nell’atrio della villa, ha illustrato l’importanza
della raccolta documentale.
A completamento della mattinata i partecipanti al convito (circa
120 persone), sono scesi, attraverso il parco della villa, alla chiesetta romanica
di San Remigio, dove il professor Giancarlo Andenna, ordinario di Storia Medievale
presso l’Università Cattolica di Brescia, ha presentato l’edificio illustrandone
la secolare storia.
Dopo pranzo si sono formati due gruppi: l’uno è tornato a visitare con più calma
il parco della villa, dove sono in corso lavori di restauro paesaggistico e
delle essenze arboree; l’altro è sceso al Museo dell’Arte e della Religiosità
popolare, per una visita guidata all’esposizione degli ex-voto della importante
donazione Cefis.
Villa San Remigio fu dimora della famiglia inglese dei Browne, e poi di Silvio Della Valle di Casanova (1861-1929); egli, con la moglie, Sofia Browne, costruì l’attuale edificio e perfezionò l’imponente parco. Egli intrecciò legami intensi con esponenti di primo piano della cultura mitteleuropea, essendo per sua parte poeta di lingua tedesca, collezionista d’arte e studioso di Liszt, di cui era stato allievo. Una notevole raccolta di autografi che testimonia le relazioni dell’insigne famiglia, di origine napoletana (il marchese Silvio ricevette il proprio nome in onore del grande amico di casa, il partenopeo Silvio Spaventa) con importanti scrittori, uomini politici, pensatori ed artisti fra metà Ottocento e l’ultimo dopoguerra, è stata donata all’Archivio di Stato di Verbania dai discendenti, Silvia e Raffaele Bonacossa. L’inventario delle carte Della Valle di Casanova è stato pubblicato sui numeri 19-1998 e 20-1999 di Verbanus.